31/12/2011

QUANTI REGALI!

Opera di NikiQuesto Natale  era molto  atteso da mamma  e  papà,  curiosi  di osservare lo stupore del loro adorato bimbo nello scartare i tanti regali che avrebbe ricevuto. Il rischio che Gesù bambino dimenticasse in un cassetto la sua letterina è stato grande, considerati i ripetuti capricci delle ultime settimane, ma proprio quando sembrava che Babbo Natale dovesse passare direttamente al camino successivo, ossia quello del vicino, con la scusante che il nostro fosse troppo stretto per calarsi la notte del 25 dicembre, Niki si è tramutato in un angioletto, scongiurando il pericolo. Così, mano a mano che apriva le caselle del calendario dell’avvento, l’attesa diventava sempre più grande, proprio come le sue richieste… inesauribili, ma andiamo con ordine.

L’ultimo giorno di asilo si è concluso con una bella festa la sera, alla quale hanno partecipato tutti i bimbi coi loro genitori. C’erano tantissime cose buone da mangiare ed una scorribanda di cuccioli che non stava ferma un attimo, impegnata com’era a questo o a quel gioco! IlA spasso col carrello clima era davvero piacevole, i sorrisi accesi in ogni volto, piccolo o grande che fosse. Con l’occasione, le maestre ci hanno invitato ad assistere alla recita interpretata dai bambini della scuola dell’infanzia assieme a quelli delle elementari, intitolata “Chi ha rapito la befana?” Niki faceva la parte del vento sferrato dalla sorella della befana, invidiosa di lei, motivo per il quale l’aveva rapita e non voleva che i bambini la ritrovassero. Divertentissimo il fuori programma del nostro cucciolo a fine recita, quando cioè la maestra Tiziana ha chiesto a ciascuno bimbo il nome, dove abitasse e cosa gli piacesse fare. Avreste dovuto vedere il suo stupore quando si è sentita dire e ripetere che lui viveva a Firenze!

Passando agli addobbi in casa, come ogni anno in salotto non potevano mancare l’alberello ed il presepe ma quest’ultimo, a differenza del Natale passato, è stato scambiato per un’agenzia immobiliare, sicchè le statuette presenti hanno visitato i vari angoli della casa mentre il muschio è stato spazzato via come la sabbia del deserto durante una tormenta! I Re Magi, poi, si sono ritrovati a portare mirra, oro ed incenso a chiunque e, secondo voi, poteva mancare il solito ippopotamo sopra la capanna, come vuole la tradizione di mamma da quando era piccola?!

Quanti regali!Tornando alla mattina di Natale, le prime parole di Niki una volta aperti gli occhi sono state: “Vediamo se è passato Babbo Natale, così gli do un abbraccio ed un bacetto”, sicchè è voluto scendere subito in salotto ed alla vista dei tanti pacchi sotto l’albero, la gioia e lo stupore sono stati incontenibili. Mentre li scartava ad uno ad uno, il sorriso si faceva sempre più accesso, proprio come il nostro nel vederlo così felice! Il bottino finale è stato ghiotto: un castello con tanto di soldati, catapulte, ariete e via dicendo, un muletto filocomandato, 100 euro, un set di pentole e cibi vari da cucinare, un trattore a pedali, un libro dei puffi con le immagini da incollare, un ovetto kinder formato maxi, una draga, una ruspa grande ed una piccola,Il tanto atteso trattore un Sapientino con tante schede per imparare divertendosi ed un flipper. Alla vista di tutti quei giochi, dopo averli collaudati e promossi, sapete qual è stata la prima dichiarazione di Niki alla stampa? ”Quando passa di nuovo Gesù Bambino?” Ehm… E’ stato senz’ombra di dubbio un bel Natale per la mia famiglia e mi auguro che lo sia stato anche per le vostre. Buon fine anno a tutti!

02/12/2011

PENSANDO AL NATALE

Il nostro ometto cresceOrmai   sono   passati   quasi   due   mesi   da  quando   Niki   ha incominciato la sua nuova avventura nel mondo magico dell’asilo ed è già ora dei primi bilanci. Per quanto sia un bravo ed educato bimbo, a detta delle maestre, sta incontrando qualche difficoltà a stringere amicizie, nonostante non manchi mai di dare un abbraccio od una carezza affettuosa all’amichetto/a di turno quando il suo papà va a riprenderlo nel primo pomeriggio. Varcata la porta d’ingresso, mi corre incontro dalla gioia ma non manca di manifestare anche un certo nervosismo e lo si capisce da come a volte cerca di allontanare nonna Enza in maniera decisa, agitando la manina in segno di protesta, oppure afferrandomi le orecchie e tirandole con forza appena lo prendo in braccio per dargli un bacio. All’asilo si diverte ma patisce ancora molto il distacco dai suoi genitori al mattino alchè fa tenerezza vederlo spesso in lacrime o come cerchi di farsi forza da solo per non piangere. Durante il tragitto in macchina, il più delle volte ripete assiduamente la stessa frase ( “Poi viene a prendermi papà con nonna Enza” ), quasi ad autoconvincersi che il mattino volerà e lui tornerà presto a casa ma l’esito non dà il sortitoLa solita scena in macchina effetto. Non riesce ancora ad accettare questo distacco forzato ma non dobbiamo dimenticarci che abbia solo tre anni, anche se ragiona spesso da adulto, e che fino a poche settimane fa era abituato a giocare tutto il tempo con la sua mamma ed il suo papà. Fortunatamente la crisi si riduce a pochi minuti, superati i quali torna a sorridere e a divertirsi. Delle sue maestre parla un gran bene ed anche loro fanno altrettanto con Niki, anche se ci hanno fatto notare in più occasioni quanto sia tanto partecipe nelle attività che gli piacciono quanto “polemico” in quelle che ritiene poco interessanti. Se ballare, disegnare e creare degli oggetti con la carta o il pongo lo divertono, ascoltare le storie lo annoiano e rendono capriccioso. Certo, la situazione migliora di settimana in settimana ma lui è sempre stato un po’ testone e dal carattere forte, tant’è che le punizioni a casa non sono poi così rare, volendo troppo spesso padroneggiare ed avere l’ultima parola su tutto e tutti, compresi i suoi genitori! I complimenti delle maestre, invece, si sprecano a tavola, essendo uno dei pochi bimbi che mangia tutto e finisce spesso per primo.

Sul suo amato cavalluccioDi dormire nella brandina con il resto della classe non ne vuole ancora sapere ma riteniamo giusto fare un passo alla volta ed attendere magari che sia proprio lui a chiedercelo. Riguardo il pranzo abbiamo agito allo stesso modo: vedendolo sempre allungare lo sguardo in direzione della mensa, quando ci apprestavamo a tornare a casa, gli abbiamo chiesto se volesse fermarsi a mangiare con gli altri bimbi e dopo qualche timido rifiuto, una mattina si è rivolto alla maestra Laura per darle la sua disponibilità; da quel momento la mensa non ha avuto più segreti per lui…d’altronde, con un papà del genere, non poteva essere altrimenti!

La fase “pipì” è stata superata da un pezzo: agli inizi non voleva farla all’asilo, se non in nostra presenza, ma dopo essersela fatta addosso una volta, deve aver cambiato idea alchè ora non si fa più problemi a comunicare quando deve andare in bagno.

All’asilo svolge diverse attività, ognuna delle quali è seguitaAssieme a zio Uca da una delle quattro maestre: generalmente non ci parla mai di cosa combini, anche se noi cerchiamo sempre di essere informati, ma quando è di buon umore è facile sentirlo intonare il ritornello di qualche canzone che ha imparato o accennare dei passi di danza. Non solo giochi, dunque, ma anche opere fatte da lui, come la primissima composizione, ossia un berretto di carta seguito da una manina, sino a giungere alla più recente lumachina rossa, forse in onore della Ferrari tanto amata dal suo papà.

Ogni volta che siamo in giro e vede una ruspa, un muletto, la solita gru o il camion di turno, il suo sguardo si illumina e nell’aria si può udire il solito eco: ”Papà, quella mi devi comprare!” E’ sempre stato affascinato dai mezzi di lavoro ma, dipendesse da lui, casa nostra sarebbe un cantiere! Chissà quali doni gli porterà quest’anno Gesù bambino, sempre che capisca in tempo che per meritarseli deve fare il bravo ed imparare ad ascoltare di più. Certo è che vive con grande gioia l’attesa del Natale e già non vede l’ora di fare l’albero ed il presepe.

A Padova dagli zii Andrea e RobertaSpassosissimo quando gira per casa agitando la manina col pollice ed il mignolo aperti al motto di “Abombazza”, stile 100% Brunotti, lo scorso lunedì ha avuto il piacere di scattare una foto niente poco di meno che col Moralizzatore de Le Iene, accompagnato dal suo fido Menestrello, ospiti del centro commerciale dove lavora mamma, in occasione della festa legata al secondo anniversario dalla sua apertura. Adesso lo vedremo girare per casa muovendo l’indice contro di noi per dirci “Si penta…”?

A casa dei nonni alterna fasi di assoluta tranquillità, in cui si diverte a cucinare, passare l’aspirapolvere, pulire vetri e mobili con lo straccio, oltre che a giocare, ad altre in cui si dispera al solo pensiero di restare con loro e a poco serve farlo addormentare perché appena riaprirà gli occhi e non ci vedrà al suo fianco, si darà ad un pianto disperato contro il quale nessun rimedio risulterà efficace se non l’intervento della sua mamma o del suo papà per riportarlo a casa. Crediamo che questi momenti di crisi siano sempre riconducibili al distacco che ha patito da quando ha incominciato ad andare all’asilo, vedendosi ridotto il tempo che prima riuscivamo a dedicargli: è una fase che passerà, così com’è avvenuto con tutte le altre, da quando gli abbiamo tolto il ciuccio, ad esempio, sino all’addio al pannolino. In compagnia di zia Rowna e di Spank!

Da nonna Enza continua a fare disastri: i rotoli di carta igienica fatti scorrere per le stanze si sprecano, così come gli asciugamani buttati in vasca o nel lavandino dopo aver aperto i rubinetti. Si diverte come un matto ad agire alle sue spalle, per poi urlare le sue imprese ai quattro venti. Un’altra cosa che ama particolarmente, questa volta meno movimentata, è ascoltare il cd con le canzoni interpretate da presentatori, comici o di vecchie trasmissioni degli anni ’80 che zio Uca mi ha donato: balla e ne ripete i ritornelli ogni volta che premiamo il tasto play, un po’ come il suo papà che in tal modo ripercorre gli anni felici e spensierati della sua infanzia.

Di notte ha ripreso a scavalcare l’anta del suo lettino per spodestarmi dal mio posto e mettersi vicino alla sua mamma, impadronendosi di un’ampia area del lettone: fortunatamente non capita sovente ed il più delle volte mancano poche ore alla sveglia mattutina. Quando questa suona, non ha grosse difficoltà ad alzarsi alchè l’appuntamento con la colazione non registra mai particolari ritardi, se non quelli dettati dalla pigrizia di mamma che cerca di restare sotto le coperte sino all’ultimo secondo a disposizione.

Giovani IENE cresconoAgli svariati viaggi del recente passato, ad ottobre se ne sono aggiunti altri due: il primo a Padova, per riabbracciare gli zii Andrea e Roberta e conoscere il suo nuovo cuginetto Edoardo, mentre il secondo a Lucca e Firenze per rivivere le emozioni legate alle migliaia di cosplay che ogni anno invadono la piccola cittadina toscana in occasione della celebre fiera del fumetto e dell’animazione giapponese, sfruttando l’evento per rivedere altri zii/e, così com’è avvenuto con zia Sabrina e zia Rowna di Malta. Dunque, altre foto e nuovi video hanno visto il nostro adorato bimbo in contesti tanto amati dal suo papà e dalla sua mamma ed in ognuna di queste occasioni, il suo sorriso non ha mancato di renderne ancor più speciale il ricordo… nonostante qualche capriccio di troppo!

Un’ultima cosa. Proprio ieri, parlando con la sua mamma, Niki le ha fatto una richiesta ben precisa: “Mamma, per favore dammi le chiavi della Claxò (Saxò) così domani quando sei al lavoro ti vengo a trovare e carico le maestre dietro. Non ti preoccupare, non ti rompo le chiavi.” Ho meditato a lungo sulle sue parole, scandite in modo chiaro ed inequivocabile, e sono giunto ad una sola conclusione… Che non abbia chiesto a Gesù bambino una macchina per regalo in modo da essere già indipendente???

25/10/2011

CIAO CAMPIONE...

Quando   perdi   un   amico,   per  lo   più  in circostanze così tragiche, il dolore è troppo forte e non può essere descritto a parole. A causa del mio lavoro, raramente seguivo il Motomondiale ma come potevo non tifare per Simoncelli, oltre che per Valentino, ossia per quel ragazzo che molti di noi avevano imparato a conoscere anche grazie ai suoi spot televisivi, agli inviti alle varie trasmissioni nelle quali non mancava mai di mostrare quella semplicità e voglia di scherzare che lo avevano reso un personaggio apprezzato da tutti. Un campione in pista, dal sorriso contagioso, sempre pronto a stupire in sella alla sua moto o durante le interviste, divenuto famoso ma rimasto umile nella vita quotidiana. Ci mancheranno i suoi sorpassi, le sue gag ma siamo certi che il Sic continuerà a divertirsi e a divertire in Paradiso, dove la sua simpatia ed il suo talento gli avranno già permesso di salire sul gradino più alto del podio.

01/10/2011

NIKI E L'ASILO

Prima di entrare, una foto con mamma...Per Niki è iniziata una nuova avventura: giovedì 12 settembre, infatti, è stato il suo primo giorno d’asilo, evento che non mi sarei perso per nulla al mondo. Ero molto emozionato in merito e curioso di conoscerne la reazione, così come anche mamma: mentre lei, però, prevedeva lacrime a gogò, io ero di tutt’altra opinione, sapendolo catapultato in una sorta di parco giochi del quale aveva già avuto un piccolo assaggio, con esito decisamente positivo. Certo, per la prima volta sarebbe rimasto “da solo”, abituato com’era alla compagnia dei nonni in nostra assenza, senza dimenticare i tanti bambini in lacrime ed alla disperata ricerca dei propri genitori che inevitabilmente ne avrebbero catturato parte dell’attenzione. L’effetto contagio avrebbe colpito anche lui oppure ad aver la meglio sarebbero stati i tanti giochi a disposizione?

Durante il breve tragitto in macchina sembrava molto contento e lo è stato ancor di... e poi con papà più poco dopo, quando cioè è sopraggiunta quella di Cristina, la mamma del suo affezionato amico Alessandro, un bimbo molto dolce che abita nello stabile di nonna Enza, col quale gioca spesso assieme e non manca di scambiarsi abbracci e coccole. Avreste dovuto vederli mano nella mano avviarsi verso il cancello d’ingresso: il suo sorriso era sempre più acceso ma sarebbe stato così anche nei minuti successivi? Salutate le maestre, ci siamo immersi in questo nuovo mondo, fatto di folletti che correvano da una parte all’altra, afferrando questo o quel gioco e facendo baldoria. Le scene di pianto non mancavano ma Niki era talmente concentrato sul nuovo scenario che si presentava ai propri occhi da non farci caso: al contrario, giusto per non perdere secondi preziosi, si è catapultato subito sul cavalluccio a dondolo per poi spostarsi soddisfatto altrove. Vedendolo sereno e sorridente, ci siamo soffermati dieci minuti, giusto il tempo di fargli qualche foto, Sempre sorridentequindi siamo sgattaiolati via di nascosto, sereni per come lo avevamo lasciato ma ancora più curiosi di sapere come lo avremmo ritrovato a fine mattinata. Mamma era commossa, non riusciva a trattenere le lacrime, io felice di non essermi perso un momento così importante e speciale legato al mio amato bimbo. Mentre tornavamo in macchina, ci chiedevamo come ci avrebbe accolto al nostro ritorno: magari correndoci in contro dalla gioia per invitarci a giocare con lui oppure limitandosi ad illustraci uno ad uno i suoi nuovi giochi… Macchè! Quando siamo andati a salutarlo, aprendo le braccia per afferrarlo e coccolarcelo per bene, ha cambiato direzione, non ci ha minimamente considerato e si è limitato a concederci una sola battuta con aria seccata: “Non andiamo via!” Risultava evidente che il suo primo giorno d’asilo aveva dato esito positivo!

Parlando con le maestre, ci hanno confermato che si era trovato bene e che aveva avuto solo un momento di crisi durante la mattinata, quando cioè, dopo averci cercato invano, si era seduto in un angolo in disparte per piangere, quasi a non voler disturbare gli altri bambini: un’immagine che aveva suscitato grande tenerezza in loro. Questione di pochi minuti, comunque, superati i quali avrebbe ripreso il ritmo di marcia instancabile come se nulla fosse successo.Subito all'opera!

Trovandosi all’aperto, continuava a correre da una parte all’altra, andando sullo scivolo per poi salire sul trattore, quindi tirare calci al pallone… in altre parole, di tornare a casa non ne voleva sapere! La nostra attenzione a quel punto si è concentrata sulla tattica da utilizzare per convincerlo a fare marcia indietro, accettando l’idea di salutare bimbi e maestre per poi ritrovarli il giorno dopo. Ogni tentativo sembrava inutile finchè non gli abbiamo proposto di andare al giardino del castello, a due passi dall’asilo: a quel punto non ha opposto resistenza, si è fatto prendere in braccio ed ha salutato alla veloce tutti, avendo fretta di spostare il suo raggio d’azione di gioco altrove.

Che fatica convincerlo a tornare a casa!Nei giorni successivi, la situazione non è cambiata di molto, tranne che per quanto concerne l’entrata. Avendo capito che non saremmo rimasti con lui, il secondo giorno si è aggrappato a me, chiedendomi di non andare via e cercando di non perdermi di vista quando cercavo di distrarlo, mentre nel corso del terzo si è dato ad un pianto a dirotto non volendo che mamma lo lasciasse solo. In entrambi i casi si è trattato di pochi minuti, superati i quali si è dato al gioco, divertendosi un sacco e rendendo sempre più difficile il rientro a casa. Da una settimana a questa parte, invece, Niki è rimasto fermo ai box a causa di un po’ di febbre e di una brutta tosse ma sta già scaldando nuovamente i motori per recuperare il tempo perduto, con tanto di interessi. Nel complesso, dunque, a Niki l’asilo piace molto ed una volta superata la fase del distacco con il suo papà o la sua mamma, siamo certi che ci andrà con ancor più piacere. Il nostro amato bimbo sta crescendo…

14/09/2011

CAMBIAMENTO DI PROGRAMMA

Il mio bancoI tempi cambiano e bisogna sapersi adattare. Quanti di voi avranno avuto problemi col lavoro? La crisi c’è ancora e si sente in ogni settore… altro che ripresa! Non esistono più i posti fissi o i contratti a tempo indeterminato perché le ditte continuano a chiudere e le spese ad aumentare,  rendendo sempre più difficile la vita di chi vorrebbe crearsi una famiglia o comprare casa, senza dimenticare quanti vivono di una pensione minima. In questo siparietto tutt’altro che roseo, ho fatto una scelta importante e me ne sono preso la piena responsabilità, convinto che sarebbe stata quella giusta. Nell’arco di soli tre mesi, dapprima ho pensato e poi deciso di chiudere la mia oreficeria per continuare la mia professione come “ambulante”, ossia proponendo i miei articoli alle varie fiere, sagre e mercati che ogni giornoDue delle mie tante creazioni vengono organizzati in giro per il Piemonte e non solo. Basta con le troppe spese di gestione del negozio e ancor più con i grossi investimenti in articoli d’oro, il cui prezzo ha raggiunto livelli fuori da ogni logica. Ritenendomi un bravo venditore ed un artigiano di grande fantasia, ho pensato bene di dare una grossa sterzata e così, da due mesi e mezzo, sto girando da una località all’altra esponendo un banco di 4,5 metri colmo di articoli da me creati. I risultati sono altamente soddisfacenti, gli incassi ci sono ma la stanchezza ancor di più. I ritmi sono decisamente più elevati di prima: mi capita spesso di uscire di casa ancor prima del sorgere del sole per rientrare a tarda notte e, magari, rialzarmi poche ore dopo per rimettermi in macchina. Essendo solo agli inizi, sto cercando di prendere parte a più eventi possibili al fine di sistemare un po’ di conti ma il fisico inizia a protestare alchè dovrò imparare a non strafare, specie quando si tratta di guidare a tarda notte, magari dopo aver patito un gran caldo per l’intera giornata.

Semplice ma elegante, non trovate?Come avrete notato, mi sono assentato dal blog e me ne dispiace molto: ho sempre amato scrivere ma, credetemi, ultimamente il tempo che passo a casa potrei misurarlo col contagocce alchè mi riesce difficile restare davanti al pc, considerata anche la grande stanchezza che avverto. Purtroppo per un po’ la situazione resterà invariata ma conto per il prossimo anno di gestire con maggior tranquillità i miei impegni di lavoro, al fine di avere più tempo libero per me, da dedicare alla mia famiglia nonchè ai miei Amici. Un abbraccio a tutti voi.